Fecaloma: che cos’è?

Il fecaloma è una condizione che si verifica frequentemente, specie nei pazienti più anziani.

Ne abbiamo parlato con il Dott. Veronese, Chirurgo Coloproctologo e Direttore dell’U.O.S. di Coloproctologia dell’Ospedale di San Bonifacio (VR).

Il fecaloma, conosciuto anche come coprolita o fecalita, è un ammasso di feci dure e disidratate che si accumulano progressivamente nel retto e nel colon.

Si tratta di una condizione frequente: la causa principale è un’insufficiente idratazione e una mancata espulsione delle feci, che quindi causa un accumulo della massa fecale.

Questo può capitare a tutti già  sin da bambini, ma i più colpiti sono gli anziani.

I pazienti anziani sono infatti spesso allettati: questo comporta una ridotta movimentazione intestinale che rallenta il transito delle feci.

Non solo: i pazienti anziani spesso devono seguire terapie farmacologiche che come effetto collaterale hanno proprio il rallentamento della motilità intestinale e quindi stipsi.

Quando le feci rimangono a lungo nell’intestino tendono a disidratarsi e a compattarsi, formando una massa che non riesce più a scorrere: il fecaloma.

Il fecaloma genera quindi problemi di natura occlusiva, creando dolori e difficoltà al paziente.

 

Che rischi comporta il fecaloma?

Il fecaloma, trattandosi di una massa dura di feci, può causare dei gravi danni alla mucosa intestinale a causa della difficoltà del suo passaggio.

Oltre a dolore e a sanguinamenti, può essere un fattore scatenante di emorroidi e ragadi nel caso in cui la sua fuoriuscita causi uno stress eccessivo sulle pareti del canale anale.

La sola presenza di dolore e sanguinamenti è un motivo sufficiente per contattare un medico specialista al fine di valutare la situazione.

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Cosa fare in caso di fecaloma?

Il primo approccio nei confronti del fecaloma è il clistere evacuativo al fine di favorire l’espulsione della massa fecale.

Tuttavia, se il fecaloma è particolarmente duro è necessario procedere tramite un’esplorazione rettale ed un intervento digitale per permettere la rottura della massa in frammenti più piccoli e facili da espellere.

Infine nei casi più gravi in cui il fecaloma sia bloccato in porzioni intestinali non facilmente raggiungibili si è costretti ad intervenire con pratiche ambulatoriali o chirurgiche.

 

Come prevenire il fecaloma?

Essendo il fecaloma causato da un bolo fecale troppo duro, la sua prevenzione si basa sull’ammorbidimento delle feci.

Per mantenere le feci morbide e facili da espellere sono importanti due fattori: una corretta idratazione e l’assunzione di fibre.

Bere acqua a sufficienza fa sì che il bolo fecale sia correttamente idratato e scorra senza problemi.

Le fibre permettono invece di mantenere il giusto tono delle feci, ammorbidendole se troppo dure o dando loro tono se troppo liquide.

Inoltre un’attività fisica anche leggera ma costante permette di mantenere in movimento l’intestino e facilitando la fuoriuscita delle feci.

 

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