Stitichezza: cause, conseguenze e cura

Cosa sapete della stitichezza?

Conoscete le sue cause e le sue conseguenze?

Ma soprattutto: sapete come affrontarla per evitare che si cronicizzi?

In questo video il Dr. Francesco Cannici ci dà utili indicazioni per riconoscere e affrontare al meglio il problema.

Quando si può parlare di stitichezza?

Evacuare a giorni alterni si considera ancora una situazione nella norma” ci rassicura il Dr. Cannici.

Si parla di stipsi quando l’evacuazione spontanea si verifica 2 volte a settimana o meno.

 

1. Dolicocolon

Una delle cause della stipsi cronica è rappresentata da un colon più lungo della norma, il cosiddetto dolicocolon.

Questo tipo di colon fa sì che il transito intestinale sia più lungo e difficoltoso del normale e si accompagni spesso a coliche addominali causate da aria o feci intrappolate nell’intestino.

 

2. Ipoganglie o Aganglie

Forse pochi sanno che nella parete del colon esistono dei gangli, ovvero dei rigonfiamenti di cellule nervose responsabili del buon transito intestinale.

Il ridotto numero di questi gangli (ipoganglie) o la totale assenza di essi (aganglie), anche solo in alcune porzioni del colon, è una delle cause più serie della stipsi che può portare alla Slow Transit Constipation, una costipazione da rallentato transito su base organica”.

 

3. Cause psicologiche

Tra le situazioni da non sottovalutare il Dr. Cannici include anche la stipsi su base esclusivamente funzionale, quindi non legata a cause organiche, ma solo al malfunzionamento dell’intestino.

Ci sono pazienti che non presentano alcuna alterazione organica, ma soffrono di stipsi per cause prettamente psicologiche.

In questi casi è importante che il proctologo faccia una corretta diagnosi e reindirizzi il paziente ad uno psicoterapeuta che possa aiutarlo a risolvere il problema.

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Quali sono le conseguenze della stitichezza?

Una delle possibili conseguenze della stipsi è la patologia emorroidaria.

Come spiega il Dr. Cannici: “è difficile trovare un paziente che sia affetto da emorroidi e non sia anche stitico” poiché la stipsi è la causa principale della comparsa di emorroidi.

Alla base della comparsa di emorroidi si osserva infatti un eccessivo sforzo durante la defecazione che determina una congestione dei cuscinetti emorroidari e che nei casi più seri può portare anche alla comparsa di prolasso mucoso

È quindi importante correggere la stipsi prima che possa portare alla comparsa di questi disturbi.

A questo proposito la classica posizione seduta che si utilizza sul water risulta molto svantaggiosa per chi soffre di emorroidi e prolasso.

La posizione ideale per la defecazione è quella della toilette alla turca perché, oltre a facilitare l’espulsione delle feci e la percezione dello stimolo, richiede molto meno sforzo durante l’espulsione delle feci.

Un piccolo trucchetto è quello di posizionare un panchetto di altezza tra i 10 e i 15 cm circa davanti al water per assumere una posizione più corretta, meno dannosa e facilitare l’evacuazione.

 

Come curare la stitichezza?

1. Dieta e idratazione

La prima cosa da fare per aiutare il transito intestinale non è assumere farmaci, ma adottare una dieta equilibrata e ricca di fibre.

L’idratazione in particolare risulta fondamentale per coloro che soffrono di stipsi: nello stitico le feci ristagnano nel colon più a lungo di quanto non succeda per un soggetto che va in bagno tutti i giorni; più a lungo le feci ristagnano nel colon, più perdono acqua indurendosi e diventando più difficili da evacuare.

Si innesca così un circolo vizioso che porta al cronicizzarsi del problema.

 

2. Integratori alimentari

Qualora dieta e idratazione non fossero sufficienti, possiamo ricorrere a prodotti specifici.

A questo proposito il Dr. Cannici sottolinea:

“Le purghe sono un rimedio eccezionale per situazioni eccezionali, non sono la terapia della stipsi”.

In caso di stipsi è infatti preferibile assumere integratori alimentari a base di fibre per facilitare l’evacuazione ed integrare l’eventuale carenza di queste sostanze nella nostra dieta.

 

3. Attività fisica

Il terzo elemento per contrastare la stipsi è fare attività fisica con regolarità e costanza.

In molti casi i cambiamenti nella dieta, nell’assunzione di liquidi e nell’attività fisica permettono di curare la stipsi senza bisogno di assumere alcun farmaco.

Tuttavia, in caso di stipsi cronica, è fondamentale rivolgersi ad un coloproctologo che possa effettuare un’accurata diagnosi.

 

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