Emorroidi: un lontano ricordo grazie al Metodo THD Doppler

Gianni un anno e mezzo fa ha iniziato a soffrire di emorroidi. Fino a quel momento non aveva manifestato particolari disturbi o fastidi.

Senza far passare troppo tempo Gianni si è rivolto al Dr. Cannici che gli ha consigliato il Metodo THD® Doppler.

Ecco la sua esperienza a distanza di circa due mesi dall’intervento.

I primi disturbi hanno fatto la comparsa un anno e mezzo prima dell’intervento. Prima di allora Gianni aveva sofferto solamente di sporadici sanguinamenti e bruciore nel momento della defecazione, tuttavia si risolvevano abbastanza velocemente e quindi Gianni non si era mai allarmato.

Nell’ultimo anno e mezzo, invece, la defecazione è diventata un vero e proprio problema per Gianni. Seppure lui avvertisse lo stimolo regolare all’evacuazione, non riusciva comunque ad espellere le feci in maniera fisiologica.

Quello che viene spontaneo chiedersi a questo punto è se la vita di Gianni sia stata condizionata o meno da questi disturbi.

Certamente. Avevo proprio delle difficoltà che non riuscivo a spiegarmi ma era evidente che qualcosa era successo”.

Questa situazione poco piacevole ha quindi spinto Gianni a rivolgersi al Dr. Cannici e a chiedere il suo aiuto prenotando una visita proctologica.

 

Nel corso di questa visita è stato possibile diagnosticare a Gianni la presenza di emorroidi ed è stata individuata la terapia giusta per lui, ovvero un intervento con il Metodo THD® Doppler.

 

La “sensazione di peso” dopo l’intervento

Il giorno successivo all’intervento Gianni ha iniziato ad avvertire un senso di peso a livello anale che è durato per circa dieci giorni.

Era come la sensazione di sentirsi una palla da tennis nel retto
Questo “senso di peso” avvertito da Gianni è normale. Come spiega il Dr. Cannici, si tratta del cosiddetto tenesmo, ovvero la sensazione di qualche cosa presente a livello rettale.

 

Questa falsa sensazione è riconducibile alla mucosa anale che, per effetto delle suture necessarie per effettuare l’intervento con il Metodo THD® Doppler, va in edema e quindi si gonfia.

Raramente sconfinava in dolore vero e proprio
Il tenesmo, infatti, non è una sensazione di dolore. Gianni non ha mai fatto uso di analgesici perché non ne ha mai avvertito il bisogno dato che il fastidio è stato abbastanza sopportabile.

 

Il cambiamento di vita a distanza di due mesi

Il Dr. Cannici fa una domanda a Gianni che per molti potrebbe sembrare banale: “Come si sente adesso, a due mesi dall’intervento?”.

Se devo risponderle sinceramente, comincio a dimenticarmi di aver fatto l’intervento e quindi di aver attraversato una fase di fastidio; l’ho già lasciata alle spalle nel senso che naturalmente lo sto dimenticando”.

Queste sono state le parole di Gianni, in risposta alla domanda che gli è stata posta.

Gianni ora sta bene.

Il suo problema di emorroidi è stato risolto grazie al Metodo THD® Doppler.

Dopo solo due mesi, le emorroidi sono solo un brutto ricordo per Gianni, che ora può finalmente riprendere in mano la sua vita e tornare alle normali attività quotidiane senza paure o fastidi.

La chiacchierata tra il Dr. Cannici e Gianni volge alla conclusione e quindi, come avviene normalmente in questi casi, si cerca di tirare delle somme e di capire cosa è accaduto ed è migliorato nella vita di Gianni.

La lieve sindrome da defecazione ostruita è scomparsa?

Si

Le perdite di sangue durante l’evacuazione sono scomparse?

Si

Il tenesmo post operatorio si è risolto?

Si

Il soiling è scomparso?

Si

Per coloro che non conoscessero il significato della parola soiling si intende quella sensazione di ano umido con delle piccole perdite mucose, a volte anche con tracce di sangue. Questo disturbo si ricollega alle emorroidi, di cui Gianni soffriva, per effetto del prolasso mucoso che si viene a creare negli stadi più avanzati della patologia.

Come è possibile capire dalle parole di Gianni, l’intervento con il Metodo THD® Doppler ha migliorato la sua vita in brevissimo tempo.

Se anche tu soffri di emorroidi non aspettare che la situazione degeneri e la patologia arrivi a stadi avanzati. Rivolgiti a uno specialista che saprà ascoltarti e guidarti nel percorso di guarigione.

 

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