28 Giugno, Giornata Mondiale per la Continenza: Pavimento Pelvico e Incontinenza, un Legame Sottovalutato

Giornata Mondiale per la Continenza: 28 giugno

Il prossimo 28 giugno si celebra la Giornata Mondiale per la Prevenzione e la Cura dell’Incontinenza, l’appuntamento annuale dedicato a uno dei disturbi più diffusi e meno raccontati: l’incontinenza, in tutte le sue forme.

Si stima che in Italia siano circa 5 milioni le persone che convivono con problemi di incontinenza urinaria o fecale. Una platea enorme, eppure ancora sommersa dal silenzio: vergogna, imbarazzo e la convinzione errata che si tratti di un “destino” inevitabile dell’età portano molti pazienti a non parlarne con nessuno, nemmeno con il medico di famiglia. La Giornata contro l’Incontinenza serve proprio a rompere questo tabù e a ricordare che, nella maggioranza dei casi, l’incontinenza si può prevenire, diagnosticare e curare.

Il Pavimento Pelvico: una Struttura Invisibile, un Ruolo Fondamentale

Quando si parla di continenza, il riferimento è inevitabilmente al pavimento pelvico: una rete di muscoli, legamenti e tessuti connettivi, simile a un’amaca, posta alla base del piccolo bacino. La sua funzione principale è sostenere gli organi pelvici, vescica, uretra, utero (nella donna), prostata (nell’uomo), retto e canale anale, e regolare i meccanismi della continenza urinaria e fecale.

Quando i muscoli del pavimento pelvico si indeboliscono o, al contrario, restano in uno stato di contrazione costante, il loro equilibrio funzionale si rompe. Da qui possono nascere disturbi anche molto diversi tra loro, tra cui incontinenza fecale, incontinenza urinaria, prolasso degli organi pelvici, e dolore pelvico cronico. Si tratta di condizioni più frequenti nelle donne dopo i 60 anni, ma che possono interessare entrambi i sessi e tutte le età, con una prevalenza che supera il 30% nella popolazione over 60.

Incontinenza Fecale: un Sintomo che non va mai ignorato

Tra i disturbi del pavimento pelvico, l’incontinenza fecale è probabilmente il più nascosto. Si definisce come la perdita involontaria di feci solide, liquide, muco o gas, e più che una malattia in sé, è un sintomo che può segnalare diverse problematiche, come alterazioni della muscolatura sfinteriale, lesioni nervose, esiti di un parto difficile, conseguenze di interventi chirurgici o disturbi neurologici.

L’impatto sulla qualità della vita è enorme. La paura di un episodio in pubblico spinge molti pazienti a isolarsi socialmente, ridurre le uscite, rinunciare al lavoro o agli hobby, con ricadute pesanti sull’umore e sulle relazioni. Eppure, è proprio questa stigmatizzazione il principale ostacolo alla cura: nel timore di parlarne, molte persone convivono per anni con sintomi potrebbero essere affrontati in fase precoce.

I Segnali da non Sottovalutare

Prevenire e diagnosticare presto significa, prima di tutto, riconoscere i sintomi. Tra quelli più frequenti dei disturbi del pavimento pelvico rientrano:

  • perdite involontarie di feci, gas o urina, anche minime
  • sensazione di pesantezza o “ingombro” a livello vaginale o anale
  • difficoltà a svuotare completamente la vescica o il retto
  • bisogno di evacuare con manovre manuali o di assumere posizioni particolari
  • stitichezza ostinata o, al contrario, urgenza incontrollabile
  • dolore pelvico persistente o durante i rapporti
  • sanguinamenti, prolasso visibile, gonfiore

Anche un solo segnale di questo tipo, se ricorrente, merita un consulto specialistico. Il tempo che intercorre tra la comparsa dei sintomi e la diagnosi può essere lungo, e in molti casi può peggiorare la prognosi.

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Prevenzione: Piccole Attenzioni, Grandi Benefici

Molti disturbi del pavimento pelvico e i relativi sintomi si possono prevenire o rallentare. Tra i fattori protettivi principali:

  • mantenere un peso corporeo adeguato, per ridurre il carico costante sui muscoli pelvici;
  • curare l’alimentazione, con un apporto sufficiente di fibre e acqua per evitare stitichezza cronica e lo sforzo evacuatorio ripetuto, tra i principali nemici del pavimento pelvico;
  • non trattenere troppo a lungo urine e feci, ma neppure forzare l’evacuazione;
  • praticare attività fisica regolare, evitando però gli sport ad alto impatto in presenza di sintomi già conclamati;
  • eseguire esercizi di rieducazione perineale (i cosiddetti esercizi di Kegel), particolarmente utili nel post-partum e in menopausa, dopo un’adeguata valutazione professionale.

Per le donne, il post-partum è una finestra di prevenzione cruciale: una valutazione del pavimento pelvico nei mesi successivi al parto, accompagnata da esercizi specifici e, se necessario, da percorsi riabilitativi, può ridurre in modo significativo il rischio di sviluppare incontinenza o prolassi anni dopo.

Diagnosi Precoce e Approccio Multidisciplinare

La diagnosi delle patologie del pavimento pelvico non è sempre immediata: i sintomi possono essere sfumati, sovrapposti o erroneamente attribuiti ad altre cause. Per questo, una valutazione approfondita richiede un approccio multidisciplinare: coloproctologica, urologica, ginecologica, neurologica e riabilitativa.

Gli esami diagnostici oggi disponibili sono molto precisi e includono visita specialistica con valutazione della muscolatura perineale, ecografia transanale, endovaginale o transperineale, manometria anorettale, defecografia, studi urodinamici e, quando indicato, colonscopia per escludere altre patologie.

Sulla base di una diagnosi accurata, è possibile costruire un percorso di cura personalizzato, che nella maggior parte dei casi parte da soluzioni conservative e prevede l’opzione chirurgica, anche mininvasiva, solo nei casi in cui sia realmente necessaria.

Il messaggio centrale della Giornata del 28 giugno è semplice e potente: non bisogna avere paura di parlare di incontinenza. Né con il proprio medico di famiglia, né con lo specialista. In occasione della Giornata, ogni anno numerosi ospedali italiani aprono le porte per offrire visite gratuite, controlli e momenti di informazione.

Una visita specialistica precoce permette spesso di evitare anni di disagio, isolamento e peggioramento dei sintomi. L’incontinenza non è una conseguenza inevitabile dell’invecchiamento, della maternità o della menopausa, e non è “qualcosa con cui si deve convivere”. È una condizione medica, con cause definite e approcci terapeutici concreti.

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Giornata Mondiale contro l’Incontinenza: Restituire Dignità a un Milione di Gesti Quotidiani

Dietro alla parola “incontinenza” ci sono milioni di persone che ogni giorno rinunciano a viaggi, sport, lavoro, relazioni e momenti di intimità.

La Giornata del 28 giugno ricorda una verità semplice: la qualità di vita di milioni di persone passa dalla salute del pavimento pelvico, da una diagnosi tempestiva e, soprattutto, dal coraggio di affidarsi a uno specialista.

Parlarne, oggi, è già il primo passo della cura.

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