Emorroidi e Circolazione

Una delle principali cause della comparsa della patologia emorroidaria è il malfunzionamento della circolazione venosa.

Abbiamo chiesto al Dr. Ezio Veronese, proctologo dell’Ospedale Fracastoro di San Bonifacio (VR), maggiori informazioni al riguardo.

Microcircolo e insufficienza venosa

La circolazione del sangue nel nostro corpo si distingue in arteriosa e venosa.

Si parla di circolazione arteriosa per indicare il flusso di sangue che dal cuore va verso la periferia del nostro corpo, mentre con venosa si indica quella che parte dei piedi e va verso il cuore nel viaggio di ritorno.

Questo secondo viaggio avviene contro la forza di gravità, quindi in una condizione non propriamente favorevole. Pertanto, per non sovraccaricare ulteriormente quindi questo sistema già precario, è bene che le pareti venose mantengano una buona elasticità.

Laddove venisse riscontrata una perdita di elasticità, il sangue troverebbe difficoltà nella risalita, formando un ristagno. Si parla in questo caso di insufficienza venosa.

Conseguentemente a questo ristagno di sangue nelle vene, anche i capillari ne risentono perché aumenta la pressione al loro interno. Ha quindi inizio un processo infiammatorio che facilita l’insorgenza e alla formazione di edemi e gonfiore.

Relazione tra emorroidi e circolazione

Il processo appena illustrato si sviluppa anche a livello dei cuscinetti emorroidari.

I cuscinetti emorroidari (o emorroidi) sono masse di tessuto fortemente vascolarizzato situati nel canale anale.

Cosa sono le emorroidi?

Un afflusso eccessivo di sangue a livello dei cuscinetti emorroidari dà origine ad un “ingorgo”, cioè un aumento del flusso ematico tale da far gonfiare le emorroidi.

Le emorroidi gonfie risultano quindi essere maggiormente sensibili ai traumi e ciò aumenta la probabilità di rottura e sanguinamento delle stesse, con tutte le conseguenze che ne derivano.

Risulta perciò evidente lo stretto rapporto che si viene ad instaurare tra l’aumento del flusso ematico e l’insorgenza della malattia emorroidaria.

Una volta comparsi i primi sintomi delle emorroidi, per arrivare alla risoluzione del problema il trattamento corretto è quello che punta a regolarizzare il flusso di sangue che arriva nei cuscinetti emorroidari.

Questo flusso può essere normalizzato grazie ad alcuni semplici accorgimenti:

  • Correzione delle abitudini alimentari e adozione di uno stile di vita meno sedentario
  • Integrazione nella dieta di un giusto quantitativo di flavonoidi
  • Intervento chirurgico per il trattamento della patologia emorroidaria

Alimentazione e stile di vita

Una corretta alimentazione in caso di emorroidi è rivolta principalmente alla prevenzione della stitichezza o della diarrea, due condizioni non indicate in caso di malattia emorroidaria.

A questo proposito è caldamente suggerita l’assunzione di una corretta dose giornaliera di fibre alimentari ed acqua, in modo da eliminare tutte quelle sostanze che possono provocare irritazione all’organismo.

Cibi speziati e piccanti, bevande alcoliche e cioccolato sono i principali nemici da eliminare quanto prima dalla tavola.

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Ad una corretta e sana alimentazione si deve associare uno stile di vita attivo. Anche una breve passeggiata può fare la differenza andando a regolarizzare il transito intestinale.

Un aiuto dagli integratori: THD Fleben® 1000

Un giusto apporto giornaliero di flavonoidi favorisce la circolazione sanguigna.

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Il mix di sostanze contenute in THD Fleben® 1000 è stato studiato, oltre che per andare a combattere il senso di gonfiore e pesantezza delle gambe tipico dell’insufficienza venosa, anche per il trattamento della patologia emorroidaria.

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Intervento chirugico: Metodo THD® Doppler

Quando la dieta e gli integratori non sono sufficienti per risolvere il problema, entra in campo la chirurgia.

Il metodo THD® Doppler è una tecnica chirurgica innovativa e mini-invasiva per il trattamento della patologia emorroidaria.

Questo metodo prevede la riduzione dell’iperafflusso arterioso alle emorroidi e l’eventuale prolasso tramite l’applicazione di punti di sutura interni in un’area priva di sensibilità, senza l’esportazione di tessuto – come invece avviene con altre tecniche.

Questa tecnica si basa sulla individuazione e legatura dei vasi sanguigni che alimentano i plessi emorroidari.

In questo modo si riduce l’afflusso di sangue che arriva ai cuscinetti emorroidari, permettendo di trattare sul nascere una delle cause scatenanti dell’infiammazione delle emorroidi.

Inoltre, in caso di eventuale prolasso, a questa legatura si associa anche una pessia, ovvero il riposizionamento della mucosa nella sua sede naturale, grazie ad una sorta di lifting.

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Per concludere il Dr. Veronese dice che “il rapporto tra emorroidi e circolazione è stretto, molto stretto, e la tecnica THD® Doppler per il trattamento della patologia emorroidaria va a trattare, a combattere e a migliorare questo aspetto”.

Se anche tu hai problemi di emorroidi rivolgiti ad uno specialista che sappia ascoltarti e consigliarti come affrontare il problema nel modo migliore.

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